Come fissare il prezzo di una riparazione dello schermo senza perderci

Una formula semplice, un esempio concreto e una checklist mensile per prezzare le riparazioni dello schermo, così ogni lavoro copre i costi e lascia un margine.

Team Phonesol8 ottobre 2026 · 6 min di lettura

Molti negozi fissano il prezzo della sostituzione dello schermo guardando quanto chiede il negozio in fondo alla strada e togliendo qualche euro. Sembra una scelta prudente, ma ignora i numeri che decidono se una riparazione ti fa guadagnare: quanto ti è costato davvero il ricambio, quanto dura il lavoro, quanto spesso gli schermi tornano indietro e quanto ti costa tenere aperto il negozio.

Questa guida ti mostra come calcolare il prezzo delle riparazioni partendo dai tuoi costi. Troverai una formula valida per qualsiasi modello, un esempio pratico per lo schermo di un iPhone 18 Pro e una checklist per mantenere il listino realistico mentre il costo dei ricambi cambia.

Perché le sostituzioni dello schermo fanno perdere soldi senza che te ne accorga

Di solito le sostituzioni dello schermo perdono soldi in cinque punti:

  • Il costo del ricambio è più alto del prezzo in fattura. Spedizione, sconti, imposte che non puoi recuperare e il pezzo occasionalmente difettoso appena tolto dalla confezione cambiano quanto hai pagato davvero.
  • Il tempo al banco viene sottostimato. Il lavoro da 30 minuti diventa di 50 tra un telaio ostinato, la pulizia dell’adesivo, i test e la riconsegna.
  • I rientri non sono messi in conto. Problemi al touch, pixel bruciati o uno schermo che si solleva significano un secondo ricambio e altro tempo al banco, di solito senza incassare nulla.
  • I costi fissi vengono ignorati. Affitto, stipendi, attrezzatura, software e commissioni sulle carte devono essere coperti da ogni riparazione, non solo nei giorni di punta.
  • Gli sconti nascono al bancone. Uno sconto “da cliente abituale” qua e là si accumula in fretta quando nessuno controlla.

Calcola il costo reale del ricambio

Parti dal costo effettivo: quanto ti è costato avere il ricambio sul banco. Cioè il prezzo del fornitore, più la tua quota di spedizione, più le imposte che non puoi recuperare, meno eventuali sconti.

Poi aggiungi una piccola quota per i ricambi difettosi. Se noti che circa uno su 20 di un certo schermo è difettoso o si crepa durante il montaggio, aggiungi circa il 5% al suo costo. Usa i tuoi numeri, non una stima a occhio.

Supponiamo che tu compri cinque schermi per Galaxy S26 a 440 € e paghi 20 € di spedizione:

  • Costo effettivo per schermo: (440 € + 20 €) ÷ 5 = 92 €
  • Quota per i difettosi, uno su 20: 92 € × 5% = 4,60 €
  • Costo del ricambio da considerare: circa 97 €

Se per un modello tieni più livelli di qualità, calcola il costo di ciascuno separatamente e dai a ognuno il suo prezzo.

Dai un prezzo al tempo al banco

Il tempo al banco è il costo che i negozi fanno pagare meno di tutti. Calcola una tariffa oraria per il tuo negozio:

  1. Somma i costi di gestione mensili: affitto, stipendi, bollette, attrezzatura, software e assicurazione.
  2. Stima le ore che il tuo team dedica davvero alle riparazioni ogni mese. Conta le ore al banco, non quelle di apertura.
  3. Dividi il primo numero per il secondo.

Per esempio, con 6.000 € al mese di costi di gestione e due tecnici che fanno circa 120 ore produttive di riparazione a testa, ottieni 6.000 € ÷ 240 = 25 € l’ora. È quanto ti costa un’ora al banco, prima di qualsiasi margine.

Poi cronometra il lavoro dall’inizio alla fine: accettazione, diagnosi, riparazione, test, pulizia e riconsegna. Cronometra tre o quattro interventi per ogni modello frequente e usa la media.

Una formula per il prezzo della sostituzione schermo che funziona

Una volta chiariti costo del ricambio e manodopera, la formula è semplice:

Prezzo imposte escluse = costo del ricambio + (tempo al banco × tariffa oraria) + quota garanzia + margine

La quota garanzia copre i rientri. Se circa uno schermo su 25 di un modello torna in garanzia, ogni rientro ti costa un altro ricambio e un’altra ora. Distribuisci questo costo su tutti i lavori dividendo (ricambio + manodopera) per 25.

Ecco un esempio pratico per lo schermo di un iPhone 18 Pro. I numeri sono indicativi, quindi sostituiscili con i tuoi:

Voce di costoImporto
Costo effettivo del ricambio130,00 €
Tempo al banco (1 ora a 25 €)25,00 €
Quota garanzia ((130 € + 25 €) ÷ 25)6,20 €
Margine obiettivo45,00 €
Prezzo imposte escluse206,20 €

Potresti arrotondarlo a 209 €. Scendere a 199 € sembra più pulito, ma ti fa regalare 7 € su ogni lavoro. Aggiungi le imposte dove previste: il modo in cui si applicano alle riparazioni dipende dal Paese in cui operi, quindi chiedi al tuo commercialista.

Ora confrontalo con il mercato. Se il tuo prezzo è ben sopra quelli della zona, non abbassarlo e basta. Guarda piuttosto le voci di partenza: un fornitore più conveniente, una qualità di ricambio diversa, attrezzi più rapidi o una seconda opzione più economica. Se invece sei sotto il mercato, potresti avere margine per chiedere di più.

Crea un listino per modello e qualità

Un buon sistema di prezzi per le riparazioni si regge su un listino che puoi tenere aggiornato. Costruiscilo una volta, e fallo bene:

  1. Elenca i modelli che ripari più spesso, come iPhone 18 Pro, iPhone Duo, Galaxy S26 e Pixel 11, più i modelli meno recenti che arrivano ancora ogni settimana.
  2. Per ogni modello, annota le qualità di ricambio che tieni a magazzino e il costo effettivo di ciascuna.
  3. Registra il tempo medio al banco per ogni tipo di riparazione.
  4. Applica la formula e arrotonda a prezzi puliti.
  5. Scrivi cosa include ogni prezzo: il periodo di garanzia, i test ed eventuali extra come una pellicola protettiva.

Proporre due opzioni spesso funziona meglio che proporne una. Un cliente con un Pixel 11 può scegliere tra uno schermo più economico e uno di qualità originale, a patto che tu spieghi la differenza con parole semplici: quanto si avvicina all’originale nell’aspetto e al tatto, e che garanzia dai su ciascuno.

Difendi il prezzo al bancone

Anche un buon prezzo può sfumare al bancone. Qualche abitudine lo protegge:

  • Fai il preventivo prima di aprire il telefono e scrivilo sulla scheda di riparazione. Se la diagnosi trova altri danni, come un telaio piegato o un connettore danneggiato, chiama il cliente prima di andare avanti.
  • Chiedi un acconto quando devi ordinare un ricambio apposta, così non ti resta in mano merce che nessuno ritira.
  • Fai un’accettazione accurata del dispositivo. Una checklist pre-riparazione e le foto delle condizioni evitano discussioni su guasti che c’erano già prima del tuo intervento.
  • Fissa dei limiti di sconto. Decidi chi può fare sconti e fino a quanto, e rispetta la regola.
  • Metti per iscritto le condizioni di garanzia. Specifica cosa è coperto, come un ricambio che si guasta, e cosa no, come una caduta successiva o i danni da liquidi. I diritti di garanzia dei consumatori cambiano da Paese a Paese, quindi verifica le regole dove operi prima di scrivere le tue condizioni.

Rivedi i prezzi ogni mese

Una volta al mese, ripassa questa checklist:

  • Qualche fornitore ha cambiato il prezzo di uno schermo che tieni a magazzino?
  • Quali modelli sono tornati in garanzia, e quanto spesso?
  • Il tempo effettivo al banco è vicino a quello che hai messo in conto?
  • Qual è stato il margine reale per lavoro: prezzo applicato meno costo effettivo del ricambio?
  • Quanto è stato concesso in sconti, e da chi?
  • Quali tipi di riparazione portano più ricavi e quali vanno a malapena in pareggio?

Se un modello continua a farti perdere soldi, cambia il prezzo, il ricambio o il fornitore.

Come ti aiuta Phonesol

Phonesol è un gestionale con cassa integrata pensato per i negozi di telefonia, e tiene la maggior parte di questi numeri in un unico posto. Quando aggiungi un ricambio a una scheda di riparazione, esce dal magazzino con il suo costo, così vedi subito il margine di ogni lavoro.

I costi di acquisto possono includere imposte, spedizione e sconti, quindi il costo del ricambio che vedi è quello effettivo. Lo storico prezzi del fornitore ti mostra quando un ricambio è rincarato. Puoi incassare acconti all’accettazione, usare una checklist pre-riparazione con foto delle condizioni, conservare i dati di garanzia nello storico di ogni dispositivo e fissare limiti di sconto per ruolo, con il PIN di un responsabile per gli sconti più alti.

A fine mese, i report mostrano i ricavi delle riparazioni per tipo, i ricambi usati e l’attività dei tecnici, e le tue spese entrano nel calcolo dell’utile, così vedi quali riparazioni valgono davvero la pena.

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Domande frequenti

Le tue domande, le nostre risposte.

Hai ancora una domanda? Parla con il team

Quanto dovrei far pagare la sostituzione dello schermo di uno smartphone?

Non esiste una cifra giusta per tutti, perché dipende dal costo dei ricambi, dal tempo al banco, dai rientri e dai costi fissi. Somma il costo effettivo del ricambio, il tempo al banco moltiplicato per la tua tariffa oraria, una quota per la garanzia e il tuo margine, poi confronta il risultato con i prezzi della tua zona.

Devo allinearmi al negozio più economico della zona?

Solo se i tuoi costi te lo permettono. Se il prezzo che hai calcolato è più alto, valuta prima fornitore, qualità del ricambio e tempo al banco, oppure proponi una seconda opzione più economica invece di tagliare il margine.

Ogni quanto dovrei aggiornare i prezzi delle riparazioni?

Rivedili una volta al mese, e subito ogni volta che un fornitore cambia il prezzo di un ricambio che usi spesso.

Conviene proporre più di un’opzione per lo schermo?

Spesso sì. Due opzioni spiegate con chiarezza, ognuna con il suo prezzo e la sua garanzia, lasciano scegliere il cliente e riducono le contestazioni in seguito.

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